“MIMMO ROTELLA MANIFESTO”

di Greta D’Onofrio


Mostre per il centenario


In occasione del centenario della nascita dell’artista, la “Fondazione Mimmo Rotella” e il “Mimmo Rotella Institute” hanno voluto rendere omaggio alla sua grandiosa carriera artistica, con l’allestimento di tre mostre retrospettive in suo onore.

Milano, “Galleria Stein”

A Milano, presso la “Galleria Stein”, sono state esposte 60 opere, tra cui ad esempio “Carta Materia”, “Technicolor” ed “Ero io”, esemplari di dècollages e di retro d’affiches. La mostra è stata inaugurata il 10 maggio, nelle due sedi della Galleria, Milano e Pero.

Catanzaro, “Casa della Memoria”

Catanzaro, la sua città d’origine, ospita un’esposizione temporanea di alcune opere, nella sede della “Casa della Memoria”, da lui fondata nel 2005 trasformando la vecchia abitazione di famiglia, dal 7 ottobre fino al 31 gennaio 2019. Con la mostra “Mimmo Rotella in città” il suo grande legame con il territorio della Calabria è stato fortemente sottolineato, anche grazie a documenti ed elementi autobiografici che fanno parte della mostra. E’ qui che ha sede la “Fondazione Mimmo Rotella”, proprio per la volontà dell’artista di mantenere viva la relazione che la Calabria ha con le sue opere, ma soprattutto per far in modo che questa regione possa diventare un importante centro culturale.

Roma, “Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea”

Una terza retrospettiva è invece allestita nella città di Roma. La mostra, intitolata “Mimmo Rotella Manifesto”, sarà inaugurata presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna  e Contemporanea” il 29 ottobre alle ore 19. L’esposizione, a cura di Germano Celant e Antonella Soldaini, sarà incentrata sul tema della rielaborazione del manifesto pubblicitario, attraverso le 6 tecniche che Rotella ha sperimentato durante la sua carriera. Nel salone centrale della Galleria, allestito come se fosse una piazza interna, 160 opere dell’artista ripercorreranno le fasi della produzione artistica di Rotella, a partire dalla pittura astratta degli anni ’40, passando per i dècollages e i retro d’affiches degli anni ’50, fino alle opere degli anni ’90, attraverso un’analisi del rapporto con il Nouveau Réalisme, con la Pop Art e con la Mec-Art.


Mimmo Rotella, cenni biografici


Domenico Rotella nasce a Catanzaro il 7 ottobre 1918.

E’ stato un importante artista italiano del XX secolo, profondamente influenzato dai movimenti artistici del Nouveau Réalisme e della Pop Art.

Nel 1944 ottiene il diploma di maturità artistica a Napoli e negli anni successivi si trasferisce a Roma. Da questo momento si avvicina allo stile astratto-geometrico di Vasilij Kandinskij e Piet Mondrian e inizia a realizzare opere in questa direzione.

Nel 1950 espone al “Salon des Réalités Nouvelles” a Parigi. L’anno successivo alcune delle sue opere faranno parte di una mostra dal titolo “Arte astratta e concreta in Italia – 1951”, organizzata da Palma Bucarelli e Giulio Carlo Argan.

Ottenuta una borsa di studio dalla Fulbright Foundation parte per gli Stati Uniti e realizza una mostra personale alla “William Rockhill Nelson Gallery of Art” di  Kansas City.

A partire dagli anni ’50 scopre come fare dei manifesti pubblicitari un’espressione artistica e dà vita ai primi dècollages, a partire dai collage cubisti contaminati con elementi dell’Informale e del Ready-Made. Con la parte posteriore dei manifesti realizza i retro d’affiches, esposti da Carlo Cardazzo nella Galleria del Naviglio a Milano. Espone anche presso l’ “Institute of Contemporary Arts” di Londra e partecipa alla mostra “Nuove tendenze dell’arte italiana” organizzata da Lionello Venturi.

Negli anni ’60 aderisce al Nouveau Réalisme, realizzando assemblages e ready-made con oggetti comuni. Da qui inizierà ad avvicinarsi alla Pop Art. Partecipa alla mostra “À 40° au-dessus de Dada” organizzata da Pierre Restany. Il suo rapporto con l’America si incrementa durante questi anni, con l’organizzazione di una mostra personale alla “Galeria Bonino” di Buenos Aires e alla partecipazione alle mostre “The Art of Assemblage”“New realists” a New York. Dopo aver scontato una pena di cinque mesi per detenzione di stupefacenti, si trasferisce a Parigi e sviluppa la tecnica dei reportages, attraverso un procedimento fotomeccanico di riproduzione dell’immagine, che espone alla “Galerie J” di Parigi nella mostra “Vatican IV”. Contemporaneamente sperimenta gli artypos, formati da una sovrapposizione di immagini.

A partire dagli anni ’70 inizia ad utilizzare le pagine delle riviste per creare frottage, con l’impiego di solventi. Partecipa a una mostra organizzata a Milano presso la “Rotonda di Via Besana”. Una tecnica di questi anni dà vita alle plastiforme, con cui alcuni manifesti vengono accartocciati e chiusi in teche di plexiglas.

Negli anni ’80 si trasferisce a Milano. Qui inizia a realizzare i blanks, manifesti pubblicitari ricoperti da fogli monocromi, e le sovrapitture.

Nel 1991 si sposa con Inna Agarounova, da cui nascerà sua figlia Aghnessa.

Nel 1994 partecipa alla mostra “The Italian Metamorphosis 1943-1968” realizzata da Germano Celant e poi all’esposizione “Face à l’Histoire” presso il “Centre Pompidou” nel 1996. Nello stesso anno organizza una mostra itinerante dal titolo “Art and Film since 1945: Hall of mirrors”, al “Museum of Contemporary Art” di Los Angeles.

Dà vita alla “Fondazione Mimmo Rotella” nel 2000, la quale lo segue e lo affianca durante le sue attività e nell’organizzazione di eventi.

Realizza alcune opere con dei segni pittorici su manifesti cinematografici coperti da veline monocrome e contemporaneamente dècollages di enormi dimensioni.

Nel 2004 gli viene conferita una laurea ad honorem in Architettura. L’anno successivo riadatta la sua casa di Catanzaro, trasformandola in casa-museo, grazie all’architetto Marcello Sestito.

Muore a Milano l’8 gennaio 2006.


I dècollages


Rotella ha sviluppato la tecnica del dècollages durante gli anni ’50. Questa consiste, nello specifico, nell’intervento diretto sui manifesti pubblicitari. Questi vengono strappati e manipolati con le mani, con il manico di un pennello o con un raschietto. In seguito applicati su un supporto come ad esempio cartoncini, tavole di legno, faesite, tele di lino o juta, bandone di metallo, grazie all’utilizzo della colla vinavil.

In questo modo interviene su un oggetto già formato e fine a se stesso, lo manipola e lo separa dalla sua funzione primaria. Spersonalizza l’oggetto e lo rende materia su cui agire in totale libertà. Il manifesto non avrà più lo scopo per cui è stato creato e resta semplice materia, su cui l’artista lavora, dando vita a un’opera differente, non convenzionale. L’invenzione di questa tecnica per lui è come un’illuminazione, arrivata nella sua vita nel momento in cui sentiva che nella pittura non c’era più nulla di nuovo da poter realizzare. Con i dècollages l’immagine perde il valore estetico precedente; ora il significato viene dato da chi fruisce l’opera.

“Rotella osserva un altro gesto istintivo, quello di strappare i cartelli pubblicitari. Forse con quel gesto inconscio prende atto della provvisorietà, della precarietà, dell’inconsistenza di quelle immagini vivaci ed effimere: si sa che, tanto, di notte i cartelli, specialmente quelli così vistosi della pubblicità cinematografica, verranno rimossi o ricoperti con altri. Si tratta di un gesto inconscio, di un impulso che le persone educate reprimono: tuttavia c’è una relazione tra quell’apparato d’immagini colorate e la nevrosi dell’abitante della città. C’è qualcosa di più: la pubblicità è informazione, l’informazione è lo strumento essenziale della civiltà dei consumi. Ma il cartellone lacerato, che lascia affiorare, come un palinsesto, le figure del cartellone sottostante, comunica un miscuglio di frammenti di notizie senza alcun nesso o rapporto tra loro. Proprio perchè l’immagine non serve più alla sua funzione pubblicitaria, non comunica più, non può essere venduta come immagine, valutata come fatto estetico. Anche quella di Rotella è una poetica per cui l’immagine non ha in sé, ma riceve da chi la fruisce un significato estetico”. (Giulio Carlo Argan)


Info mostre


Milano,“Galleria Stein”

Luogo:

Corso Monforte, 23, 20122 (Milano) / Via Vincenzo Monti, 46, 20016 (Pero)

Orari:

Dal 10 maggio 2017 – 13 ottobre 2018

Pero: martedì – sabato: 12.00 – 19.00

Milano: martedì – venerdì: 10.00 -13.00 / 14.00 – 19.00, sabato: 10.00 – 13.00 / 15.00 – 19.00

Catanzaro, “Casa della Memoria”

Luogo:

Via Vico delle Onde, 7, 88100 (Catanzaro)

Orari:

Dal 7 ottobre 2018 – 31 gennaio 2019

Lunedì – venerdì: 9.00 – 13.00

Roma, “Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea”

Luogo:

Viale delle Belle Arti, 131, 00197 (Roma)

Orari:

Inaugurazione: 29 ottobre 19.00

Dal 30/10/2018 al 10/02/2019

Martedì – domenica: 8.30 – 19.30

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...